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Società Italiana di Reumatologia

Vasculiti, quando una patologia reumatologica può nascondere un tumore

Queste gravi malattie possono esordire in qualsiasi età

3 aprile 2020 / Reumatologia

Roma, 3 aprile 2020 – Alcune patologie reumatologiche rare possono rappresentare la manifestazione esordio di una neoplasia. Sono le vasculiti e si caratterizzano da un’infiammazione e successiva necrosi dei vasi del sangue, soprattutto quelli arteriosi. Queste malattie esordiscono a tutte le età, può essere acuta o cronica e interessano indistintamente sia gli uomini che le donne. “Sono classificate in base alla dimensione al calibro del vaso sanguineo che colpiscono - afferma il prof. Fausto Salaffi, Consigliere Nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) -. A volte coinvolgono anche altri organi come per esempio i polmoni e i reni. E’ dimostrato come siano strettamente collegate ad alcune forme di cancro soprattutto quelli al tratto genito-urinari ma anche al seno, al torace e diverso tumori del sangue. Per questo devono essere individuate il prima possibile ma questo non sempre avviene. Presentano, infatti, sintomi simili a quelle di altre malattie e questo rende molto difficile ottenere una diagnosi precoce. I più comuni e frequenti sono febbre, perdita di peso, dolori muscolari e articolari, insufficienze renali ed ipertensione”.

Fino a 20 anni fa l’aspettativa di vita per i pazienti affetti da vasculiti patologie non superava in media i 5-6 anni dopo la comparsa dei primi sintomi. “Oggi sono stati fatti importanti passi avanti - aggiunge Salaffi -. Devono essere ancora considerate come delle malattie potenzialmente letali tuttavia riusciamo, nella maggioranza dei casi, ad indurre e a mantenere una remissione della patologia. Questo successo è stato reso possibile anche grazie all’introduzione di nuove e più personalizzate cure. Le terapie sono rappresentate da alcuni immunosoppressori che devono essere assunti per lunghi periodi di tempo. A volte però i trattamenti possono presentare diversi effetti collaterali. Nei pazienti più giovani, per esempio, determinano infertilità. Da alcuni anni possiamo ricorrere ad alcuni farmaci biologici che già utilizzavamo con successo per il trattamento dell’artrite reumatoide. Hanno dimostrato di essere efficaci e presentano minori controindicazioni per l’intero nostro organismo”.

Come Società Scientifica la SIR è impegnata nella promozione di una maggiore conoscenza, tra gli specialisti e la popolazione, delle vasculiti. “Il nostro gruppo di studio SIR ha avviato delle ricerche specifiche per favorire la diagnosi precoce di tali malattie - conclude il prof. Salaffi -. L’intervento tempestivo terapeutico rimane la prima arma a nostra disposizione per migliorare l’assistenza ai pazienti. Infine vogliamo valutare la qualità della vita e disabilità lavorativa determinate dalle patologie e le modificazioni indotte dalle terapie”.