ISS: variante inglese all’86,7%, il 4% dei casi da quella brasiliana
L’analisi è stata condotta insieme al Ministero della Salute
31 marzo 2021 / Politica sanitaria
Roma, 31 marzo 2021 – Nel contesto italiano in cui la vaccinazione “sta procedendo ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate. Mentre la variante UK è ormai ampiamente predominante, particolare attenzione va riservata alla variante P.1 brasiliana”.
È quanto si sottolinea nella nuova indagine rapida sulle varianti condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della Salute. In Italia al 18 marzo scorso la prevalenza della cosiddetta ‘variante inglese’ del virus Sars- CoV-2 era del 86,7%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 63,3% e il 100%. Per quella ‘brasiliana’ la prevalenza era del 4,0% (0%-32,0%), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, che fa seguito a quelle diffuse nelle scorse settimane da cui era emersa una maggior trasmissibilità per la variante “inglese” del 37%. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sotto-campioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del Ministero della Salute dello scorso 17 marzo. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 126 laboratori.
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