Rapporto Gimbe, nel 2016 sprecati in sanita` 22 miliardi di euro
I dati migliorano rispetto al 2015 ma bisogna migliorare per garantire la sostenibilità
7 giugno 2017 / Politica sanitaria
Roma - Nel 2025 le risorse da stanziare per la sanità pubblica, visti i bisogni crescenti di una popolazione che invecchia, saranno pari a 210 miliardi di euro. Una cifra che ci potremo permettere solo a patto di ridurre il peso degli sprechi dovuti a frodi e inefficienze nel settore che, nel 2016, ci sono costati oltre 22 miliardi, in calo di 2 rispetto al 2015. Ad aggiornare le stime è la Fondazione Gimbe, che ha presentato ieri, presso la Biblioteca Spadolini del Senato, il secondo Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Una delle principali criticità che condizionano la sostenibilità del SSN è il finanziamento pubblico. La spesa sanitaria in Italia continua a perdere terreno con una spesa pro-capite inferiore alla media Ocse.
Quanto all'impatto degli sprechi sulla sanità pubblica, nel 2016 sono arrivati a quota 22,51 miliardi, erosi da abusi, acquisti a costi eccessivi, complessità amministrative, inadeguato coordinamento dell'assistenza. Ma la cifra è in calo, visto che il rapporto Gimbe dello scorso anno ne aveva conteggiati 24,73.
Criticità applicative riguardano anche i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), un paniere di prestazioni estremamente ricco, "ma che deve fare i conti con il pesante definanziamento pubblico" e "non rende esplicita né la metodologia per inserire le prestazioni nei LEA, né quella per sfoltirli".
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