CENSIS: italiani più attenti alla prevenzione e al benessere
Dal 2006 al 2016 i fumatori sono diminuiti del 3%
5 dicembre 2017 / Reumatologia
Roma, 5 dicembre 2017 – Migliorano gli stili di vita degli italiani che sembrano prestare maggiore attenzione alla prevenzione. Nel periodo 2006-2016 i fumatori sono diminuiti dal 22,7% al 19,8%, i sedentari assoluti dal 41,1% al 39,2%. Nel periodo 2005-2015 cresce anche dal 64,9% all’84% la quota di donne di 25-69 anni che hanno fatto il Pap test, dal 58,6% all’86,4% la quota di donne di 45 anni e oltre che hanno fatto la mammografia. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2017. Cresce ancora la spesa sanitaria privata in capo alle famiglie, pari a 33,9 miliardi di euro nel 2016 (+1,9% rispetto al 2012). Una disfunzione classica dell’offerta pubblica è la lunghezza delle liste di attesa. Nel 2014-2017 si rilevano +60 giorni di attesa per una mammografia, +8 giorni per visite cardiologiche, +6 giorni per una colonscopia e stesso incremento per una risonanza magnetica. Il report del Censis evidenzia inoltre un’altra disfunzione in evidente peggioramento che è la territorialità della qualità dell’offerta. Circa il 64% dei cittadini è soddisfatto del servizio sanitario della propria regione, quota che scende però al 46,6% nel Sud. Durante l’ultimo anno il servizio sanitario della propria regione è peggiorato secondo il 30,5% degli italiani, quota che sale nel Sud al 38,1% e al Centro al 32,6%.
23/04/2026 Primo pianoMalattie reumatologiche: ne soffrono 3,5 milioni di italiane
Impatto significativo su lavoro, pianificazione familiare e qualità della vita
04/03/2026 Primo pianoObesità, reumatologi: “curiamo” il peso per curare l’infiammazione
L’eccesso di peso non è solo un problema meccanico di sovraccarico delle articolazioni, può influenzare direttamente l’andamento delle malattie reumatologiche
25/02/2026 ReumatologiaMalattie reumatologiche rare: i gap ancora da colmare
In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, SIR e UNIAMO chiedono più formazione e accesso semplificato ai farmaci per ridurre le disuguaglianze
