Lockdown: tra gli adolescenti aumenta sedentarietà e consumo di junk food
La ricerca è stata condotta dall’Università di Verona
15 maggio 2020 / Salute e benessere
Roma, 15 maggio 2020 - La pandemia da Covid e il conseguente lockdown possono nuocere alla salute degli adolescenti. Comportamenti come sedentarietà, consumo di cibo spazzatura ed eccesso di fruizione di TV, tablet e pc risultano in crescita. E’ quanto evidenzia uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Obesity, e condotto presso l’Università di Verona. Gli scienziati veneti hanno coinvolto un gruppo di 50 teenager in sovrappeso di età media 13 anni. L’indagine si è basata su interviste telefoniche con i genitori e mostra un lato poco sano della necessità di stare a casa. E’ stato rilevato come lo “screen time” (tempo trascorso davanti a uno schermo), escluse le ore in videolezione, è praticamente raddoppiato rispetto a prima del lockdown (di solito un 13enne passa già 3-4 ore al giorno di fronte a un video). “E’ emerso che per noia i ragazzi hanno aumentato di uno il numero di pasti della giornata, soprattutto i maschi - afferma il prof. Angelo Pietrobelli, dell’Unità di Pediatria dell’Università di Verona -. In particolare è cresciuto il consumo di junk food, ad esempio il consumo di bibite e patatine è praticamente raddoppiato. E’ aumentato il tempo del sonno, quasi di un’ora in più al giorno e il tempo dedicato allo sport si è praticamente azzerato diminuendo di 2-3 ore settimanali”. Pur trattandosi di uno studio preliminare che non ha valutato anche le abitudini di un campione di coetanei di peso normale, il lavoro è il primo a mettere in luce i possibili effetti negativi del lockdown su questa fascia di età già di per sé molto critica, perché segna il passaggio verso l’adolescenza, spiega. “I genitori – conclude il pediatra – devono essere un modello per i propri figli, cosicché possano seguirli adottando una corretta alimentazione e stili di vita sani”.
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