COVID19: precisazione della SIR sull'uso dell'idrossiclorochina
Il presidente Sinigaglia risponde ad un articolo pubblicato su Il Tempo
4 maggio 2020 / Covid-19
Roma, 4 maggio 2020 - In merito all'articolo pubblicato sull'edizione on line de Il Tempo è necessaria una precisazione.
Nel testo è contenuta una macroscopica imprecisione che rischia di dare un messaggio fuorviante su un tema molto complesso, e di grande interesse mediatico, come le terapie per l’ infezione da COVID-19. Come era stato correttamente comunicato al giornalista per iscritto i dati del registro lanciato dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) ci dicono che i pazienti che assumono idrossiclorochina sono circa il 15 % sui 150 pazienti complessivi con malattie reumatologiche che sono stati segnalati e che hanno contratto l’infezione. Non abbiamo quindi a nostra disposizione dati su 65.000 pazienti come riportato nell’articolo per cui non è possibile sulla base di questi dati fare alcuna illazione sulla possibilità preventiva di questo farmaco nei confronti dell’infezione. Se mai i pochi dati disponibili ci dicono che anche alcuni pazienti che assumono cronicamente Idrossiclorochina possono andare incontro ad infezione secondo una conclusione che è diametralmente opposta a quanto viene riportato nell’articolo in oggetto. La Società Italiana di Reumatologia precisa che ad oggi sulla base dei dati disponibili, non è possibile in alcun modo ascrivere a questo farmaco una potenziale azione preventiva nei confronti dell’infezione da SARS-Cov2.
Luigi Sinigaglia
Presidente Nazionale SIR
25/05/2026 ReumatologiaFibromialgia: nelle donne è più invalidante
In arrivo le nuove linee guida nazionali SIR sulla patologia
24/05/2026 ReumatologiaSpondiloartrite assiale: fino a 9.000 nuove diagnosi ogni anno
Non è solo mal di schiena, attenzione a uveite, malattie intestinali e psoriasi
23/04/2026 Primo pianoMalattie reumatologiche: ne soffrono 3,5 milioni di italiane
Impatto significativo su lavoro, pianificazione familiare e qualità della vita
