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Società Italiana di Reumatologia

OMS: a causa del Covid gravi interruzioni in diagnosi e cura di altre malattie

Lo stabilisce un’indagine condotta in 155 paesi

3 giugno 2020 / Politica sanitaria

Roma, 3 giugno 2020 – I servizi di prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili hanno subito una grave interruzione da quando è iniziata la pandemia di Covid-19. Lo stabilisce un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) condotta in 155 paesi nel corso di 3 settimane a maggio. Un impatto che è risultato globale, ma con i paesi a basso reddito maggiormente colpiti. La scoperta principale è che i servizi sanitari sono stati parzialmente o completamente interrotti in molti paesi. Più della metà (53%) dei paesi intervistati ha interrotto parzialmente o completamente i servizi per il trattamento dell’ipertensione; il 49% quelli per il trattamento del diabete e delle sue complicanze; il 42% quelli per il trattamento del cancro e il 31% quelli per le emergenze cardiovascolari. I servizi di riabilitazione sono stati interrotti in quasi due terzi (63%) dei paesi. “I risultati di questo sondaggio confermano ciò che sentiamo dai paesi da diverse settimane”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “Molte persone che hanno bisogno di cure per malattie come il cancro, i disturbi cardiovascolari e il diabete non hanno ricevuto i servizi sanitari e le medicine di cui hanno bisogno da quando è iniziata la pandemia di Covid-19. È fondamentale che i paesi trovino modi innovativi per garantire che i servizi essenziali per queste malattie continuino, anche se si sta combattendo il coronavirus”. Nella maggior parte (94%) dei paesi che hanno risposto, il personale sanitario pubblico che lavora nell’area delle malattie non trasmissibili è stato parzialmente o completamente riassegnato per supportare la lotta a Covid-19. In un Paese su cinque (20%) che hanno riportato interruzioni in questi servizi, uno dei motivi principali è stata la carenza di medicinali, diagnostica e altre tecnologie. Anche il rinvio dei programmi di screening pubblico (ad esempio per il carcinoma mammario e cervicale) risulta diffuso, segnalato da oltre il 50% dei paesi.