Coronavirus: il 15% delle forme gravi spiegato da anomalie genetiche e immunologiche
Lo evidenziano due studi del CNR
25 settembre 2020 / Primo piano
Roma, 25 settembre 2020 - Due nuovi studi cercano di spiegare perché la risposta individuale all’infezione da virus SARS-CoV2 varia così tanto da persona a persona. Risolvere questo mistero renderebbe possibile identificare i pazienti a rischio, anticipare e migliorare la loro cura e offrire nuove vie terapeutiche basate su una maggiore comprensione della malattia.
La prima ricerca è stata condotta da un team internazionale a cui hanno partecipato Francesca Fusco e Matilde Valeria Ursini dell’istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb) e pubblicati sulla rivista Science danno risposta a questa domanda chiave. Il team ha identificato le cause genetiche e immunologiche che spiegano il 15% delle forme gravi di Covid-19. I pazienti hanno in comune un difetto nell’attività delle forme di Interferone di tipo I (INF-1), molecole del sistema immunitario che normalmente svolgono una potente attività antivirale. Queste scoperte potrebbero consentire di sottoporre a screening le persone a rischio di sviluppare una forma grave e di trattare in maniera mirata i pazienti.
Nel secondo studio i ricercatori mostrano, in più del 10% dei pazienti che sviluppano polmonite grave da infezione da SARS-CoV2, la presenza ad alti livelli di anticorpi diretti contro IFN di tipo I nel sangue di individui che neutralizzano l’effetto antivirale dell’IFN. “Questi autoanticorpi sono assenti nelle persone che sviluppano una forma lieve della malattia e rari nella popolazione generale: l’analisi di un campione di controllo di 1.227 persone sane ha permesso di valutare la prevalenza di autoanticorpi contro IFN di tipo 1 allo 0,33%, ovvero 15 volte inferiore a quello osservato nei pazienti con forme gravi”, precisa Matilde Valeria Ursini dell’istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb).
04/03/2026 Primo pianoObesità, reumatologi: “curiamo” il peso per curare l’infiammazione
L’eccesso di peso non è solo un problema meccanico di sovraccarico delle articolazioni, può influenzare direttamente l’andamento delle malattie reumatologiche
25/02/2026 ReumatologiaMalattie reumatologiche rare: i gap ancora da colmare
In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, SIR e UNIAMO chiedono più formazione e accesso semplificato ai farmaci per ridurre le disuguaglianze
03/02/2026 Primo pianoSport invernali non più un tabù per i pazienti reumatologici
Esercizio fisico e ambienti freddi non sono nemici delle articolazioni. I consigli della SIR per muoversi in sicurezza
